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3 motivi per cui anche tu devi uscire allo scoperto
11 Dicembre 2020

Gli anni cinquanta, se abitavi nel Mississippi ed eri una donna nera, dovevano essere veramente uno schifo. Ma anche per molte donne bianche non dovevano erano proprio una meraviglia. E in generale in un mondo troppo dominato dagli uomini essere donne non è una passeggiata. Troppo spesso infatti ci ritroviamo (sbagliando pur sapendolo, ahimè) a incasellarci in un ruolo, in un vestito ma anche in un pensiero che spesso non è il nostro. E’ quello che capita quando ci ritroviamo a stirare pile di vestiti mentre nostro marito sta giocando a calcetto o è al bar con gli amici. E’ quello che proviamo quando ci sentiamo in colpa perché la taglia 42 ormai non ci va più (e prima era già successo con la 40) mentre sembra che tutte le nostre amiche fanno stringere la taglia 38. E’ quello che succede quando vorremmo dire la nostra in ufficio ma tutti sono uomini (o sembrano esserlo). Ma davvero è giusto continuare ad assecondare le aspettative degli altri? 

Il trio di donne creato da da Kathryn Stockett composto da Miss Skeeter, Aibeleen e Minnie, in The Help sembra urlarci un forte no. Intendiamoci, queste ragazze ci mettono più o meno tutto il libro per uscire allo scoperto ed anche quando lo fanno, in realtà, sono costrette a farlo in sordina. Ma spesso questa è una dote, più che un limite. 

Molte donne infatti preferiscono l’eleganza delle chete, che pian piano erodono i ponti e fanno crollare i massimi sistemi. Questo film, dalle atmosfere un pò bon ton ma estremamente crudo, ci racconta la storia di Eugenia (Miss Skeeter) una ragazza ribelle coi capelli ricci in un periodo in cui tutti li hanno lisci. Eugenia ha un sacco di difetti: vuole fare la scrittrice, non vuole fare la moglie, non si preoccupa troppo di come è vestita e soprattutto ha poca voglia di conformarsi al pensiero delle sue amiche, la cui unica preoccupazione è quella di organizzare the e party di beneficenza. Bisogna dire che Eugenia per un po’ si ostina a provarci a entrare in quel mondo (quello bianco e perbene) nel quale non si ritrova per niente ed in cui è universalmente considerata “un disastro”. Ma per fortuna si sveglia e capisce che la sua missione come scrittrice è in realtà quella di dare voce a chi voce non ce l’ha, ma ha tanto da raccontare. E’ così che nasce “The Help” il libro che lei scrive raccontando le storie delle domestiche nere, tiranneggiate nei modi più infidi da queste mogli bianche “perbene”, che tanto perbene non sono. Il percorso di liberazione dalla schiavitù imposta dalle regole dell’alta società sarà dolorosissimo sia per Skeeter che per Aibeleen ma sarà anche l’occasione di riscattarsi gustando una dolcissima vittoria. 

Vorremmo raccontare una storia diversa ma anche per noi donne del 2020 il percorso per distaccarsi dalle aspettative sociali è una strada in salita. Inutile dare la colpa all’esterno, siamo tutte complici perché è davvero difficile nell’era dei selfie distaccarci completamente dall’estetica della magrezza, della perfezione e del sorriso come accessorio Must have. Però ci sono 3 motivi per cui dobbiamo farlo:

  1. L’unico vero metro di giudizio con il quale guardare le cose dovrebbe essere il nostro
  2. Dobbiamo smetterla di non credere in noi stesse
  3. Non abbiamo proprio niente da perdere mentre cerchiamo di raggiungere i nostri obiettivi

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