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Tra dieta, falsi miti e leggende metropolitane sulla cura di noi stesse
13 Gennaio 2021

Quante leggende metropolitane influenzano la cura di noi stesse?

Quando ero piccola ricordo che mia madre faceva la dieta all’incirca un mese si e uno no. C’era il periodo dello yogurt invece del pranzo. Quello (molto molto limitato) della palestra con la frutta al posto del pranzo. Poi veniva l’annuncio fatto a cena del “domani mi metto a dieta”, seguito da un periodo in cui la merenda era accompagnata da un the in cui si aggiungeva il dolcificante naturale invece che lo zucchero. Come se questo servisse a fare qualche differenza.

Tutto questo si accompagnava ai miei allenamenti in palestra dove le prime indicazioni sul regime migliore da seguire sono arrivate verso gli 8 anni. Il menu per noi piccole ginnaste preveda pasta a pranzo e carne e verdure la sera, molta acqua e ovviamente niente dolci. Inutile dire che sia io che mia sorella abbiamo gioco forza sviluppato un certo interesse nei confronti delle diete. A partire dai 14 anni quindi ne abbiamo sperimentate diverse tra quelle proposte dai vari giornali che proponevano  il meno 3 Kg in 3 giorni. Tutto questo, ve lo garantisco, senza averne alcun bisogno.

Fare la dieta in casa mia era un’abitudine che manifestava una totale e palese mancanza di equilibrio e amore per se stessi. Perché, possiamo anche dirlo, prenderci cura di noi non significa necessariamente pesare 40 Kg, e nemmeno entrare a tutti i costi in una taglia 38. Però il mercato, la società e in generale gran parte del mondo femminile continua a raccontarci che magro = sano. E noi ci caschiamo.

E quindi incappiamo in quei falsi miti sull’alimentazione, come

  • “la migliore dieta è quella vegana, perché salva il pianeta”
  • “la dieta migliore è quella crudista, oppure fruttariana, perché la cottura elimina le sostanze nutritive”
  • “la dieta migliore è quella fatta di cibi solo liquidi, perché dobbiamo intendere il cibo come carburante”

e ovviamente potrei andare avanti all’infinito. La verità è che si tratta sempre di leggende metropolitane sulla cura di noi stesse, perché la dieta migliore in assoluto non esiste se non è accompagnata da un totale, incondizionato amore per noi stesse. Quell’amore così viscerale e profondo che stimola senso di protezione, di ascolto e di cura, quello che ti fa decidere, immediatamente e senza dubbi, qual è la cosa migliore per te. Che poi noi quell’amore lo conosciamo bene, perché lo avvertiamo nei confronti dei nostri figli, ai quali vogliamo bene incondizionatamente, nonostante tutto. Ma perché facciamo così fatica ad avvertirlo nei confronti di noi stesse? Se c’è un segreto, nella cura di noi stesse, nella nostra possibilità di stare davvero bene e di accettarci pienamente per come siamo, è cercare di amarci come se fossimo bambine. Immaginare la bambina che eravamo, ricordarcela quando aveva bisogno di affetto, aiuto e protezione e pensare a cosa avremmo fatto per lei. Perché il modo in cui decidiamo di nutrirci ha molto più a vedere con quanto abbiamo bisogno di sentirci amate piuttosto che con quanto pensiamo di avere fame.