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Ottobre: Mese della Flessibilità
12 Ottobre 2019

La flessibilità è… piegarsi ma non spezzarsi!

Quando un corpo è capace di piegarsi senza spezzarsi lo definiamo flessibile. L’elemento principe in natura ad avere questa caratteristica è il legno, che deve infatti essere in grado di adattare i suoi rami ad un peso che cambia molto durante le stagioni (pensiamo all’autunno quando perde le foglie e all’estate quando è carico di frutti).

La flessibilità è… fare le cose diversamente!

Per l’uomo essere flessibile è importante da due punti di vista: fisico e mentale.
Da un punto di vista fisico la flessibilità è collegata alla capacità delle articolazioni di muoversi liberamente per tutto il proprio range di mobilità, quindi in altre parole è la capacità che abbiamo di adattarci a nuove posizioni. Quando un’articolazione è flessibile ci permette di:
• mantenere una buona postura;
• Muoverci liberamente nello spazio
• ottenere buone performance sportive.
Da un punto di vista mentale la flessibilità è la capacità del nostro cervello di adattare i nostri comportamenti ad una situazione nuova e inaspettata. Essere flessibili in termini strettamente cognitivi significa essere in grado di elaborare soluzioni inaspettate per risolvere problemi complessi ed è quella dote che ci aiuta a passare velocemente da una attività all’altra, o di compierle contemporaneamente.

La flessibilità è… saper cambiare prospettiva!

Allenando la flessibilità fisica aiutiamo il nostro cervello a raggiungere anche la flessibilità cognitiva. Infatti se è vero che l’allenamento sportivo permette sicuramente di migliorare la capacità articolare, contemporaneamente e a nostra insaputa ci aiuta a potenziare i processi del cervello chiamati funzioni esecutive, cioè l’insieme di quelle funzioni, fondamentali per il successo in qualsiasi campo, che ci insegnano a monitorare e correggere le nostre azioni sulla base dei risultati ottenuti, a pianificare e a perseguire gli obiettivi che ci siamo proposti. Dopo aver ripetuto gli stessi processi innumerevoli volte ci appariranno naturali e semplici quando prima risultavano complessi o irraggiungibili, generando in noi un cambio di prospettiva che sarà la chiave per evolvere. Da un punto di vista relazionale, poi, per estensione, apprendere la flessibilità significa anche poter abbracciare punti di vista nuovi, essere più empatici e più in sintonia con gli altri, tutti fattori che ci permettono di vivere meglio in società.

Come allenare la nostra flessibilità e quali discipline scegliere?

Sebbene la flessibilità articolare è collegata anche a fattori quali l’età, lo stato psicofisico, la temperatura, qualsiasi sport è adatto a migliorare la nostra flessibilità. Ma ci sono discipline più indicate di altre? Tra le nostre proposte sicuramente spicca la danza, attività nella quale si richiede agli allievi di potenziare l’escursione articolare in modi non convenzionali (si pensi alla posizione “en dehors” che nella vita quotidiana non sarebbe mai utilizzata). La mobilità articolare è caratteristica fondamentale di qualsiasi tipo di danza e come tale è base di ogni allenamento (tanto nello stile classico quanto nel moderno).
Ovviamente anche le discipline che traggono ispirazione dalla danza consentono di migliorare la flessibilità: tra le nostre proposte potrete scegliere tra Jazzercise, Zumba, Jumping e Barre Fitness.
Infine anche le discipline come Pilates e Yoga consentono di migliorare la flessibilità in quanto propongono movimenti molto dolci che mirano all’estensione muscolare attraverso il mantenimento prolungato e ripetuto di una certa posizione.

Ricordate però che per allenare la flessibilità servono soprattutto la costanza e l’esercizio!

#nicefittoyou